giovedì 1 maggio 2008

Tradimenti

“Cosa faccio capo?”

Jhonny fissava le stampe orientali appese alle pareti, ogni tanto si grattava il pizzetto, lo faceva sempre mentre pensava.
“Allora capo, che faccio?”
“Jhonny...vuoi dei soldi? Posso dartene quanti ne vuoi, ma ti prego non mi uccidere...” La flebile voce del panzone lo riportò alla realtà.
“Talon, dì un po’ al nostro amico chi sono io...”
“Capo io farei parlare la 9 mm.”
“No!! Jhonny, ok ho sbagliato, ma dammi un’altra possibilità ti supplico, non te ne pentirai. Ti ricordi quando siamo entrati nel club di Rodriguez e abbiamo riempito di buchi tutti quei fottuti colombiani? O quella volta che siamo andati a Miami con quelle tre russe, che scopata ci siamo fatti eh Jhonny? Ti ricordi? Eravamo amici…”
“Capo lo faccio stare zitto?”
L’attenzione di Jhonny era rapita da un quadro raffigurante un samurai che impugna la sua katana.
“Lo sai panzone da cosa deriva la parola samurai? No sono sicuro che non lo sai, beh te lo dico io. Deriva dal verbo “saburau” che significa servire, essere fedeli. Ti dice niente questo?”
Il chiattone, messo a quattro zampe nudo come un verme, si affannava a rispondere: “ Mi avevano promesso un sacco di soldi, te l’avrei detto ad affare concluso, io non ti nascondo niente!”
“Ma davvero? E questi?” Dalla tasca di Jhonny spuntarono due biglietti solo andata per le Mauritius. “Qualcosa mi dice che uno di questi due biglietti è per te, ma l’altro?”
È per te amico mio, è per te!” Ansimava come un cagnolino.
“Talon raccontagli una bella storiella.”
“Credi che il capo sia un coglione? Chi pensi che ci abbia detto dove abiti? Chi pensi che ci abbia fatto trovare le chiavi sotto lo zerbino? Chi pensi che ci abbia detto che ti avremmo trovato in casa a quest’ora?”
Il viso del panzone si fece scuro, riuscì a dire soltanto una parola: ”Lei…”
Jhonny schiocchò le dita: ”Bingo! E devo dire che è stata davvero precisa, siamo entrati mentre te la stavi sbattendo, che puttanella eh?” Si sedette sulla poltrona davanti al tavolino di cristallo su cui il ciccione era messo a carponi e rise di gusto: “Secondo me questo tavolino non regge, secondo te Talon?”
“Mi sa di no capo!”E scoppiò in una risata fragorosa.

Se qualcuno avesse visto la scena da fuori avrebbe pensato di trovarsi sul set di un film porno.
Un grassone nudo sopra un tavolino e altri due uomini, uno davanti e uno dietro, solo che quest’ultimo puntava la sua 9mm dritta nel culo del ciccione.

“Talon fagli sentire che non stiamo scherzando.”

La punta della beretta penetrò nell’imboccatura dell’ano.

“Hai detto bene prima, eravamo amici, ora non lo siamo più.”
Jhonny si alzò dalla poltrona e s’infilò i suoi Police neri avvolgenti.

“Spara Talon.”
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